La Bergamia, monella bergamasca che ci fa stare tanto bene

Bergàmia è  una donzella nata sulle sponde del fiume Serio, il cui nome antico è Sarius, che ricorda il suo idioma in tutta la Valle Seriana, così duramente colpita da una pandemia che un anno fa era sconosciuta.

Bergàmia viveva nelle vicinanze di Mozzanica, dove passa il fiume che poi a Montodine, in provincia di Cremona, sfocia nell’Adda.

Con il suo amico Goglio, un ragazzotto nato in montagna, facevano bagni ristoratori nel caldo afoso estivo della Pianura padana. Bergàmia era veramente dispettosa e cercava sempre di tener sott’acqua l’amico Goglio dicendogli

Tu hai il nome in un affluente

tu hai il nome di un torrente

e dentro il mio fiume 

devi restare, piccolo insolente

Un giorno Goglio, a forza di far su e giù dall’acqua fluviale, nel tornare a casa si sentì strano e accaldato. La sua mamma si accorse subito che era febbricitante il suo giovanotto e chiese a Bergàmia cosa fosse successo.

Niente cara Maria

Goglio e Bergàmia

al fresco sono stati

Ma comprendendo la preoccupazione della signora corse a casa e tornò da Goglio al quale, anche se era dispettosa, voleva molto bene e gli portò un flacone che, disse, ricordava il suo nome ma era quello che serviva al malaticcio.

Insieme alla mamma di Goglio prepararono un po’ di olio vegetale, avevano giusto a portata dell’olio di ricino al quale aggiunsero 5 gocce di Olio essenziale di Bergamotto su panno umido fresco e frizionarono la schiena di Goglio, poi lo appoggiarono sulla fronte finchè era fresco.

Goglio dapprima si addormentò come un angioletto e al risveglio la febbre si era notevolmente abbassata, ripeterono almeno 4 volte l’operazione, a distanza di due ore. Fu così che l’olio di Bergàmia permise ai due amici di tornare a giocare insieme, anche nel corso fluviale che a loro piaceva tanto.

L’olio essenziale purissimo di Bergamotto – Citrus bergamia peel oil, della famiglia delle Rutaceae – viene estratto mediante spremitura a freddo dalle bucce del frutto quasi maturo. La pianta è un alberello alto circa 4,5 metri e i frutti sono verdi e tondeggianti che diventano gialli con la maturazione, molto simili ad arance in miniatura..

E’ originario dell’Asia tropicale, è largamente coltivato in Calabria e nella Costa d’Avorio. Il suo nome deriva dalla città lombarda di Bergamo, dove l’olio fu venduto per la prima volta. 

E’ una nota di testa, quella sensazione olfattiva che si avverte nei 5 minuti successivi all’avvicinamento olfattivo. Si tratta di essenze leggere e volatili che servono principalmente a catturare l’attenzione e stimolare i sensi.  E’ un’olio essenziale fotosensibilizzante, quindi non va mai applicato sulla pelle, anche se in emulsione con olio vegetale, prima di esporsi al sole perché potrebbe causare macchie cutanee. Il bergaterpene, secondo studi scientifici, causa sensibilizzazione e pigmentazione cutanea in seguito ad esposizione diretta alla luce solare (in concentrazione e in diluizione anche trascorso un certo lasso di tempo!). Non risulta tossico nè irritante, ma l’attenzione per ciò che siamo, unici e irripetibili, va sempre agita.

Le azioni principali dell’Olio essenziali di Bergamotto sono:

  • analgesica
  • antidepressiva
  • febbrifuga
  • parassiticida
  • vermifuga

Può essere utilizzato, sempre con olio vegetale da emulsionare insieme, per flatulenza sull’addome la sera; sotto i piedi ogni sera in caso di depressione, ansia e gli stati associati a stress; per piccole picchiettature su herpes labiale, eczemi, su punture di insetti, sulle macchie cutanee; con attenzione utilizzare un olio denso come quello di ricino sulle zone colpite da psoriasi con due o tre gocce di olio essenziale di Bergamotto (come ogni pianta “solare” dona luce laddove c’è una corazza).

Nel diffusore può essere utilizzato anche nelle camere da letto, anche se è meglio sempre spegnerlo prima di andare a riposare perché durante il sonno non c’è controllo.

Insieme a Bergàmia e Goglio vi saluto con simpatia, a presto Saturno

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